Quando la voce tradisce quello che non vogliamo dire

A volte non sono le parole a rivelare quello che proviamo. È la voce.

Qualcuno ci fa una domanda semplice. Rispondiamo “no”, oppure “non è niente”, oppure “figurati”. Le parole sembrano tranquille, ma la voce cambia impercettibilmente.

Si abbassa di mezzo tono.
Si irrigidisce.
Oppure accelera.

Chi ci conosce bene lo sente subito.

La voce è un territorio molto meno controllabile delle parole. Possiamo scegliere cosa dire, ma è molto più difficile scegliere come suoniamo mentre lo diciamo.

Per questo motivo molte tensioni nelle relazioni emergono prima nella voce e solo dopo nelle parole.

Un esempio classico è quando qualcuno dice:

“Va tutto bene.”

Le parole sono rassicuranti, ma la voce è leggermente più dura, più corta, più chiusa. In quel momento chi ascolta percepisce che qualcosa non torna.

La voce non mente facilmente perché è collegata direttamente al corpo: al respiro, alla tensione muscolare, alla velocità dei pensieri.

Per questo, quando qualcuno ci dice “lo sento dalla tua voce”, spesso non si tratta di intuizione. È semplicemente ascolto.

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