C’è un momento preciso in cui capiamo che qualcuno non sta davvero ascoltando.
Non succede quando parla. Succede quando interrompe.
Alcune persone interrompono sempre nello stesso punto della frase. Non aspettano la fine. Non aspettano nemmeno la pausa naturale. Entrano nel discorso dell’altro esattamente nel momento in cui pensano di aver capito dove sta andando.
La voce diventa più veloce, più decisa, quasi impaziente.
Non è sempre maleducazione. A volte è solo fretta mentale. Il cervello corre più veloce delle parole e la conversazione diventa una specie di gara.
Chi ascolta, però, percepisce qualcosa di diverso.
La sensazione non è soltanto di essere interrotti. È la sensazione di non avere lo spazio necessario per completare un pensiero.
Per questo motivo le interruzioni ripetute cambiano lentamente il clima di una conversazione. Le frasi diventano più corte, il tono più difensivo, le pause più rare.
E spesso succede una cosa curiosa: chi viene interrotto comincia a parlare più velocemente, quasi per proteggere il proprio spazio nella frase.
La conversazione allora perde ritmo.
Non perché qualcuno stia dicendo qualcosa di sbagliato, ma perché il tempo della voce non è più condiviso.
Quando due persone riescono invece ad aspettare la fine della frase dell’altro, succede qualcosa di molto semplice ma raro: il dialogo torna a respirare.


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