Non serve urlare per essere aggressivi.
Molte tensioni nascono da cambiamenti molto piccoli nella voce: un attacco più duro, una frase tagliata troppo velocemente, un tono leggermente più alto.
Chi parla spesso non se ne rende conto.
Sta semplicemente cercando di spiegarsi meglio, oppure di difendere una posizione. Ma la voce, sotto la pressione dell’emozione, si irrigidisce.
Il risultato è che l’altra persona percepisce una sfida.
A quel punto la conversazione cambia direzione.
Non si parla più dell’argomento iniziale. Si comincia a reagire al tono della voce.
Molti conflitti quotidiani nascono così: non da quello che viene detto, ma da come viene detto.


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